Raccolta Differenziata

2 ottobre 2009

La politica nel cuore d’Europa

Filed under: Politica — pannonicus @ 11:10
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Nel prossimo quadriennio la Germania sarà governata da una coalizione formata da cristiano-democratici e liberali,  guidata dalla riconfermata cancelliera Angela Merkel. La cancelliera è riuscita a raggiungere l’obiettivo della riconferma alla guida del Paese scrollandosi di dosso l’ombra della Grosse Koalition e del governo-traghetto targato CDU/CSU-SPD. Se si va ad analizzare il voto in sè per sè si riscontra un crollo dell’SPD, che passa dal 34,2% al 23%, una perdita non compensata a sinistra dalle avanzate di Die Linke (11,7%) e Verdi (10,7%).
Nelle legislative di domenica 27 settembre, la CDU ha ottenuto, a spoglio ultimato, il 33,8% dei voti, il suo peggior risultato dal 1949, ma la FDP ha raggiunto il 14,6% dei suffragi, un massimo storico. Insieme i due partiti dovrebbero disporre di 332 mandati su 622. E’ quindi più che legittimo affermare che il vero trionfatore delle elezioni sia proprio il partito liberale guidato da Westerwelle, che ha definito la performance del suo partito come “il miglior risultato della storia dell’Fdp”. In effetti, i liberali hanno aumentato i consensi del 50 % rispetto a 4 anni fa.
Il partito liberale tedesco ha sempre avuto il ruolo di mediatore nella storia politica della repubblica federale, cambiando spesso coalizione e contrattando tra i cristiano-democratici e i socialisti. Questa volta Westerwelle ha visto giusto, prevedendo un calo dei consensi per l’SPD e schierandosi quindi con la Merkel. Da quanto dichiarato subito dopo i risultati elettorali l’Fdp vuol far parte del nuovo governo per realizzare una politica fiscale più efficace.
Si può ben affermare che con il risultato delle ultime legislative in Germania vince “la politica”, nel senso più machiavelliano. La Merkel, nonostante il lieve calo del suo partito, dovuto anche al fatto che si è trovata ad affrontare la crisi economia (particolarmente minacciosa nel settore automobilistico per la Germania), è riuscita a traghettare la legislatura fino alla fine con la trovata della grande coalizione (cosa impensabile in Italia), superando le ostilità partitiche tra CDU ed SPD per garantire la governabilità del Paese.
Nello stesso tempo la cancelliera ha avuto anche l’abilità di far uscire dal temporaneo isolamento dalla legislatura l’FDP sfruttando la sua voglia di riscatto ed isolando in questo modo l’SPD.
In questo senso ha quindi dato una grande lezione alla politica europea, ma soprattutto italiana, dove il teatrino dell’amico-nemico va avanti da troppo tempo a scapito del Paese stesso. Sergio Romano nel suo editoriale sul Corriere della Sera è stato abbastanza eloquente: dall’Europa ci arriva un segnale chiaro, ovvero che bisogna andare oltre i tradizionali partiti.

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